Un mostro chiamato matematica: la discalculia

di A Chiare Lettere
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Campanelli d’allarme e interventi sulla discalculia.

La matematica si presenta per molti bambini come una materia ostica, perché astratta e lontana dall’esperienza quotidiana. Si delinea attraverso un linguaggio simbolico e preciso, caratterizzato da numeri e segni.

Quando la difficoltà si presenta a livello neurobiologico possiamo parlare di Discalculia, cioè la difficoltà del calcolo e dei numeri.

Un bambino discalculico presenterà delle difficoltà relative a:

  • scrittura e lettura dei numeri;
  • capacità di calcolo, inteso come l’insieme dei processi che consentono di operare sui numeri tramite operazioni aritmetiche, cioè riconoscimento dei segni ( +, -, :, x) e dei dati dell’operazione;
  • procedure di calcolo: incolonnamento, prestiti e riporti;
  • composizione e scomposizione dei numeri;
  • memorizzazione delle tabelline;
  • confronto tra i numeri;
  • identificare il valore posizionale del numero;
  • saper numerare in avanti e all’indietro;
  • saper scrivere e leggere i numeri sotto dettatura;
  • con i grandi numeri;
  • padroneggiare il concetto di quantità;
  • risolvere i problemi.

In presenza di diagnosi un discalculico può/deve ricorrere a strumenti compensativi e misure dispensative come:

  • avere più tempo nelle verifiche
  • ridurre il numero degli esercizi
  • usare la calcolatrice
  • usare tabelle pitagoriche, tavole delle formule geometriche e tabelle delle misure.

 

Discalculia: se la riconosci il mostro va via.

 

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