Conosci la dislessia?

di A Chiare Lettere
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Breve guida alle principali caratteristiche della dislessia.

L’attenzione in questo articolo si concentra sulla dislessia ovvero il Disturbo specifico della Lettura, che si presenta quando il livello di capacità di leggere raggiunto, rappresentato da due parametri quali precisione e rapidità, è al di sotto rispetto all’età cronologica del soggetto e vi è una relativa difficoltà nella decodifica del testo. La lettura, come ormai noto, è un processo automatico che richiede decodifica (intesa come la capacità di riconoscere le lettere e metterle insieme) e la comprensione. Tale processo, tuttavia, nei soggetti dislessici non avviene in maniera automatica, ma richiede maggiore fatica e sforzo. Il bambino dislessico lo è sin dalla nascita, ma solo quando inizia il percorso scolastico, in particolare dal secondo anno di scuola primaria, la problematica emerge in superficie con le relative conseguenze. Se volessimo calarci nei panni di un dislessico potremmo provare a leggere un testo composto da lettere “ballerine” e immedesimarci nella frustrazione che provano nel momento in cui si chiede loro di leggere. Molto spesso confondono la f con la v, la b con la d, la m con la n. Presentano problemi nella memorizzazione di poesie e tabelline, difficoltà a copiare dalla lavagna, omettono o aggiungono lettere o sillabe (taolo per tavolo/tavolovo per tavolo), invertono le sillabe (bamlabo per bambola), fusione o separazione illegale di parole (in sieme per insieme), grafema inesatto (pese per pesce).

Per facilitare il lavoro di un bambino dislessico è necessario:

  • ricorrere allo stampato maiuscolo;
  • utilizzare testi con immagini riguardanti il contenuto;
  • usare la sintesi vocale e i registratori;
  • ricorrere a delle mascherine (rettangoli ritagliati) per evidenziare nel testo la parola da leggere;
  • usare un linguaggio semplice, chiaro e non troppo veloce;
  • utilizzare la lavagna interattiva multimediale (LIM);
  • utilizzare schemi e mappe.

Concludendo la dislessia comporta un apprendimento basato sulle immagini, sull’esperienza diretta e sul canale uditivo; tuttavia con pazienza e tanto allenamento da parte degli operatori del settore si riescono ad abbassare sia i livelli di frustrazione che le difficoltà ad essa correlate raggiungendo così, buoni risultati scolastici.

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